Personal Trainer Andrea Frisina
Personal Trainer Andrea Frisina

Da Personal Trainer Andrea Frisina troverai personale qualificato per qualsiasi tua esigenza. La nostra forza è il lavoro in equipe, per garantirvi un benessere a 360°!

Psicologo Nicola Armenise

Contatti 

 

Telefono: 3479395073
Mail: nicola.armenise4@gmail.com
Sito:  www.abbassolostress.it

 

 

La mia esperienza si snoda nel campo della selezione e formazione del personale; ho iniziato con gli studi presso la facoltà di Scienze della Formazione, corso di Laurea in Psicologia del lavoro e delle organizzazioni, presso cui ho conseguito il diploma di laurea nel 2005 ed ho completato il tirocinio obbligatorio presso la società cooperativa Ariete di Bari nel 2007.Presso quest'ultima società di servizi, che conta più di mille dipendenti, ho svolto attività di formazione sulla certificazione SA 8000 formando circa ottocento operai presso i cantieri situati in Puglia, Calabria, Toscana, Campania, Lazio, Basilicata.

Contemporaneamente ho rafforzato le mie capacità comunicative e relazionali svolgendo un Master in “Gestione delle Risorse umane” a Bologna. Dopo la parte d'aula ho svolto lo stage presso la Stogea S.r.l. scuola di alta formazione di Lucca con mansione di selezione degli alunni, tutor, convenzione con aziende.

Mi sono abilitato come Psicologo a Ottobre 2009 e ho svolto lezioni di Psicologia del Lavoro presso L'Università di Bari. Mi sono certificato AIFOS (Associazione Italiana Formatori Sicurezza sul Lavoro) come formatore sullo stress lavoro-correlato. Negli ultimi tre anni ho formato più di 600 ingegneri sullo stress lavoro-correlato, sulla Comunicazione e sulla Leadership e partecipato come relatore a Convegni Regionali e Nazionali sul tema del benessere aziendale.

Stress e Sport

L'attività fisica svolta in modo regolare produce molti benèfici effetti sia sul corpo che sulla psiche. È stato oramai dimostrato che lo sport, se praticato senza eccessi e con regolarità, può prevenire e alleviare i sintomi dell'ansia e dello stress. Esso, oltre a migliorare la salute e a ridurre stress ed ansia, contribuisce a rilassare la tensione muscolare e aiuta a dormire. La sua azione positiva si esercita sulla circolazione sanguigna, sull'attività neuronale, sull'aumentato rilascio di endorfine. Le endorfine sono sostanze chimiche di natura organica prodotte dal cervello, dotate di proprietà fisiologiche simili a quelle della morfina e dell'oppio, di tipo analgesico ed eccitante. L'aspetto più affascinante ed interessante delle endorfine risiede nella loro capacità di regolare l'umore. Durante situazioni particolarmente stressanti il nostro organismo cerca di difendersi rilasciando endorfine le quali, da un lato, aiutano a sopportare meglio il dolore e, dall'altro, influiscono positivamente sullo stato d'animo.
Oltre a questo l'attività fisica produce molti altri benefici sulla salute della psiche. Innanzitutto migliora la sensazione di autoefficacia e di fiducia in se stessi. Spesso quando una persona è molto ansiosa tende a evitare parecchie attività vissute come difficili o minacciose; fare sport implica il porsi degli obiettivi, che, per quanto piccoli, aiutano a sentirsi più capaci e più fiduciosi nelle proprie possibilità di raggiungere delle mete. Gli obiettivi da porsi devono ovviamente essere rapportati alle possibilità della persona; a volte è sufficiente davvero poco per ottenere degli effetti positivi, per esempio decidere di parcheggiare l'auto più lontano dal luogo di destinazione per poterlo raggiungere a piedi. È importante adattare l'attività fisica alle proprie abitudini quotidiane, in modo da renderla parte della propria giornata, e non viverla come un impegno gravoso da portare obbligatoriamente a termine, che magari causa la rinuncia di qualcosa di importante. Essa non deve diventare un peso, un dovere, un ulteriore problema da affrontare; piuttosto, il movimento dovrebbe essere vissuto come un momento di piacevole svago da dedicare a se stessi.
Premesso ciò, quando decidi di fare del moto è bene che cominci da ciò che sei in grado di fare, evitando la tentazione di esagerare. Puoi trarre soddisfazione anche da piccole conquiste, come camminare per 30 minuti al giorno, per poi passare a obiettivi via via leggermente più elevati. Risulta del tutto sbagliato crearsi mete troppo lontane e difficili da raggiungere, mentre è molto meglio godersi ciò che si riesce a fare al momento. Inizia con poco e appena provi la sensazione di poter fare di meglio poniti un obiettivo più alto. La parte più difficile è iniziare, scegliere uno sport e partire; fatto ciò ci si trova già a buon punto. Il primo passo nella scelta di un'attività fisica consiste nell'identificare ciò che potrebbe piacerti di più. Per farlo basta che cerchi di immaginare quale tipo di attività fisica potrebbe essere più consona alla tua personalità. Potrebbero esserci alcune attività che non svolgeresti mai e altre che invece ti appaiono come più naturali e gradevoli da fare.
Ora concentrati sugli ostacoli. Divieni consapevole di cosa ti impedisce davvero di svolgere attività fisica. Se ti rendi conto che non sei in grado di frequentare una palestra con continuità, potresti per esempio notare che il problema consiste nel sentirti osservato dagli altri. Se questo ti causa disagio puoi aggirare l'ostacolo optando per un'attività che non ti ponga a stretto contatto con gli altri. Potresti ad esempio scegliere la corsa o la bici. Una volta che hai scelto lo sport più adatto alle tue esigenze e caratteristiche, il punto successivo è quello di adottare strategie a breve termine. Se per esempio frequenti una palestra e segui una scheda di allenamento della durata di vari mesi, nulla ti vieta di eseguire una variazione nel programma per andare incontro alle tue esigenze e allo stato d'animo del momento. Pianificare è indispensabile, ma altrettanto importante è assecondare le sensazioni presenti, ascoltare il proprio corpo e la propria mente.
Non spaventarti quando incontri degli ostacoli e delle difficoltà. Cerca piuttosto di riconoscere tali impedimenti e di affrontarli nel modo migliore. A volte la soluzione migliore è fare un passo indietro e rivedere le proprie strategie. Non sentirti eccessivamente in colpa quando salti un allenamento per pigrizia o per altri motivi. In questi momenti devi riflettere su ciò che hai raggiunto fino a quel punto,valorizzando i miglioramenti ottenuti e pianificando nuovi modi per progredire ulteriormente. Abbattersi non aiuta e molto spesso porta alla rinuncia. Pensa a tutti i progressi che hai fatto e non permettere che vadano perduti.
Svolgere attività fisica in modo regolare ti permetterà di conoscere nuovi stimoli piacevoli come il contatto con la natura e il rinforzamento del fisico. Ti darà la possibilità di percepire i cambiamenti positivi che avvengono nel tuo organismo; l'aumento del battito cardiaco, della frequenza della respirazione e della sudorazione non saranno associati all'ansia mentre fai sport, ma saranno il frutto di piacevoli cambiamenti nel tuo organismo. Con il tempo può verificarsi, in questo modo, una sorta di decondizionamento: alcuni segnali fisici che prima suscitavano paura e venivano associati ad una situazione di pericolo, incrementando il circolo vizioso dell'ansia e degli attacchi di panico, verranno associati a situazioni piacevoli o neutre, e di conseguenza non spaventeranno più.
Lo sport produce inoltre ottimi effetti sull'autostima (vedi glossario). Chi soffre di problemi di ansia tende ad avere una bassa autostima, e fare dell'esercizio fisico, anche moderato, può aiutare a produrre miglioramenti in questo senso. Fare qualcosa per se stessi vuol dire considerarsi abbastanza importanti da concederselo.

Stress lavoro-correlato, la precarietà tra le cause più comuni

Le opinioni dei lavoratori di 31 Paesi, tra cui l’Italia, raccolte nella terza edizione del sondaggio paneuropeo condotto dalla Ipsos Mori per l’Eu-Osha. Tra i fattori di rischio anche le ore e il carico di lavoro, la mancanza di supporto da colleghi o superiori, la poca chiarezza di ruoli e responsabilità, il bullismo e le molestie

BILBAO - Per sette lavoratori su 10 in Italia le cause principali dello stress lavoro-correlato sono la precarietà o la riorganizzazione dell’impiego, seguite dalle ore o dal carico di lavoro (65%), dalla mancanza di supporto da parte di colleghi o superiori (63%), dalla poca chiarezza di ruoli e responsabilità (63%) e da comportamenti inaccettabili come il bullismo o le molestie (62%). Questi i principali risultati relativi al nostro Paese che sono emersi dalla terza edizione del sondaggio d’opinione paneuropeo condotto dalla Ipsos Mori per conto dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha) in 31 nazioni europee (gli attuali 27 Stati membri dell’Ue insieme a Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera).

Le interviste realizzate tra novembre e febbraio. Le risposte dei lavoratori italiani riflettono le opinioni raccolte nel resto d’Europa. La precarietà dell’impiego o la riorganizzazione del lavoro, infatti, sono considerate le cause più comuni di stress legato al lavoro in tutto il continente. Oltre la metà (51%) del campione interpellato, attraverso 16.622 interviste realizzate tra il 23 novembre e il 5 febbraio, ritiene inoltre che lo stress lavoro-correlato sia comune nel proprio luogo di lavoro, mentre il 16% degli intervistati lo ritiene “molto comune”.

La percezione del problema più alta tra giovani e donne. Rispetto ai lavoratori di sesso maschile, le lavoratrici sono più propense a considerarlo un fenomeno comune (54% contro il 49%). Lo stesso accade per i lavoratori di età compresa tra 18 e 54 anni (53%) rispetto ai lavoratori di oltre 55 anni (44%). La percezione dello stress da attività lavorativa varia anche a seconda del settore: il primo a indicare i casi di stress lavoro-correlato come un fenomeno comune è quello sociosanitario (61%, compreso il 21% che ritiene che tali casi siano “molto comuni”).

La gestione del fenomeno bocciata soprattutto nelle aziende più grandi. Il 41% dei lavoratori in Europa dichiara che lo stress non viene gestito adeguatamente sul luogo di lavoro e, fra questi, il 15% ritiene che sia gestito in modo “del tutto inadeguato”. In Italia il 55% dei lavoratori ritiene comuni i casi di stress legati all’impiego, ma il 60% sostiene che il problema è gestito bene sul posto di lavoro, rispetto al 34% che pensa che il fenomeno non sia adeguatamente controllato. Questa percentuale, però, varia sensibilmente in base alle dimensioni delle imprese: in quelle che impiegano più di 10 lavoratori, infatti, i lavoratori che bocciano la gestione dello stress sono più di quattro su dieci, mentre nelle realtà produttive più piccole lo stesso dato scende al 26%.

Il tema al centro della prossima campagna dell’Eu-Osha. “Siamo molto attenti a come affrontare i rischi psicosociali come questo – sottolinea il direttore dell’Agenzia di Bilbao, Christa Sedlatschek – e la nostra campagna ‘Ambienti di lavoro sani e sicuri’ l’anno prossimo affronterà proprio il tema della gestione dello stress. Il messaggio da trasmettere alle aziende europee di dimensioni e settori diversi è che i rischi psicosociali possono essere trattati in modo logico e sistematico, esattamente come altri problemi correlati alla salute e alla sicurezza”.

Contro lo stress bisogna darsi una mossa

 

La continuità è essenziale, quindi l'attività non deve essere «punitiva». Migliorano anche i risultati della psicoterapia

Confermati i benefici psicologici dell’esercizio

Contro lo stress bisogna darsi una mossa

La continuità è essenziale, quindi l'attività non deve essere «punitiva». Migliorano anche i risultati della psicoterapia

È secondo molti il vero male del nostro tempo, quello da cui sono in pochi a sfuggire. Chi infatti non si lamenta dello stress? Eppure, limitarne gli effetti non è impossibile: per ottenere buoni risultati basta decidere di alzarsi dal divano e dedicare almeno due ore e mezza la settimana - distribuite su almeno tre giorni - all’attività fisica che si ama di più. «Diversi studi hanno documentato come l'esercizio fisico possa avere una azione sovrapponibile ai farmaci nel ridurre irritabilità, ansia e depressione che spesso sono associate allo stress cronico»

 

DEPRESSIONE E ANSIA - Tra le ricerche più recenti vanno segnalate una revisione su una trentina di studi condotta l'estate scorsa dal gruppo Cochrane (che abitualmente verifica la validità delle affermazioni basate sulla produzione scientifica) per quanto riguarda la depressione, e l'analisi di otto ricerche sui disturbi d'ansia appena pubblicata sul British Journal of Sport Medicine da un gruppo di ricercatori dell'Università di Leeds, in Gran Bretagna: in entrambi i casi è emerso che l'attività fisica non può sostituirsi alle medicine nei casi più gravi, tuttavia può rappresentare un valido aiuto in più. «Anche nelle situazioni in cui non occorrono farmaci, l'esercizio migliora i risultati che si possono ottenere con la psicoterapia - aggiunge Luigi Discalzi, psicologo dello sport di Milano -. Vinte le resistenze iniziali, tutti traggono vantaggio da uno stile di vita meno sedentario: il corpo è il mezzo con cui anche la mente esprime il suo disagio e attraverso il corpo la si può aiutare a superarlo».

I BENEFICI - Il movimento infatti agisce su molti fronti: «Contribuisce a ridurre le tensioni muscolari e favorisce il riposo notturno; migliora l'ossigenazione alle cellule cerebrali, determina il rilascio di endorfine, sostanze ormonali che favoriscono calma e benessere psico- fisico e fa utilizzare all'organismo gli ormoni - come il cortisolo - che si sono accumulati in conseguenza dello stress» rinforza Beltrami. «Quando poi si cominciano a vedere i primi risultati aumenta la soddisfazione e l'autostima e migliora il modo in cui ci si percepisce - riprende lo psicologo -. Se poi l’attività fisica è svolta insieme ad altre persone, si arricchisce di ulteriori valenze, facilitando le relazioni. Anche se si sceglie una attività individuale, tuttavia, quel che conta è che sia considerata piacevole da chi la deve praticare». Dalle ricerche scientifiche, infatti, sembra che, ai fini del benessere psicologico, il tipo di attività conti poco.

 

CONTROLLO DELLE EMOZIONI - Oltre che una cura, infine, l'attività è anche un sistema di prevenzione dell'ansia, molto più del relax in poltrona. In una sperimentazione condotta su una quarantina di volontari, Carson Smith, dell'Università del Maryland, ha recentemente dimostrato che lo sforzo fisico rende le persone meno suscettibili alle conseguenze di forti stimoli emotivi. «Chi intraprende un programma di attività fisica acquisisce progressivamente un miglior controllo delle proprie emozioni e delle reazioni fisiologiche mediate dallo stress - conclude Beltrami -, fra le quali tachicardia, tensione muscolare, sudorazione, incremento della pressione arteriosa». Insomma, l'attività fisica non solo è una medicina, che secondo molti andrebbe prescritta su ricetta come pillole e iniezioni, ma può diventare anche un efficace vaccino contro il logorio della vita moderna.

Novità

PROMOZIONI

 

Offerta RICOMINCIAMO

Offerta RISPARMIAMO IN DUE

 

 

Grande Novità nuova Collaborazione con ABCsalute.it il portale di Salute e Benessere ricco di consigli e news quotidiane.

 

Nuovo Articolo ADOLESCENZA:ALLENAMENTO E ALIMENTAZIONE

 

Online il nuovo post del Personal Trainer Andrea Frisina su Blog.Shoppingdonna.it

 

Nuovo Articolo COME SCEGLIERE LA PALESTRA GIUSTA

Nuovo Articolo L'ALLENAMENTO TRIATHLON

 

Nuove Date in Puglia per info visitate la sezione EVENTI

Stampa Stampa | Mappa del sito Consiglia questa pagina Consiglia questa pagina
© Personal Trainer Frisina Andrea